Come si calcola l'IMU: base imponibile e aliquote
L'IMU si calcola in tre passaggi: si parte dalla rendita catastale dell'immobile (la trovi in visura catastale), la si rivaluta del 5%, si moltiplica per il coefficiente della categoria e si applica l'aliquota deliberata dal comune.
I moltiplicatori
Rendita rivalutata × moltiplicatore = base imponibile. I principali: 160 per le abitazioni (gruppo A, escluso A/10) e pertinenze C/2, C/6, C/7; 80 per uffici A/10; 140 per il gruppo B e per C/3, C/4, C/5; 65 per il gruppo D (escluso D/5, che usa 80); 55 per i negozi C/1. Per i terreni agricoli: reddito dominicale rivalutato del 25% × 135. Per le aree fabbricabili conta il valore venale di mercato.
L'aliquota
Sulla base imponibile si applica l'aliquota del comune per la fattispecie giusta — è il dato che trovi nelle nostre schede comune, dal prospetto ufficiale MEF. Sui fabbricati del gruppo D lo 0,76% è riservato allo Stato (codice tributo separato in F24); l'eventuale eccedenza va al comune.
Riduzioni principali
Base imponibile ridotta del 50% per immobili in comodato a parenti (a condizioni precise), per i fabbricati storici vincolati e per gli inagibili; imposta ridotta al 75% per gli affitti a canone concordato. L'imposta si calcola in proporzione a quota e mesi di possesso.
Esempio: seconda casa, rendita 500 € → 500 × 1,05 × 160 = 84.000 € di base; con aliquota 1,06% l'IMU annua è 890 €, da dividere tra acconto e saldo.